venerdì 10 giugno 2011

M° CHOJUN MIYAGI



"Renshi" 3° livello.

I diretti successori del maestro Miyagi Chojun viventi sono An'ichi Miyagi e Morio Higaonna e i defunti maestri , Seiko Higa, Meitoku Yagi, Seikichi Toguchi ed Eiichi Miyazato e ancora Seigo Tada.

Il maestro Miyagi, morì ad Okinawa, l'8 ottobre 1953 a seguito del secondo attacco cardiaco (il primo avvenne nel 1951).

Scritti [modifica]
Miyagi, Chojun. "Karate-Do Gaisetsu. Outline of Karate-Do". March 23, 1934 (Showa 9). Reprint published in 1999 by Patrick McCarthy. Translated by Patrick and Yuriko McCarthy, 1993. Also in: Higaonna, Morio. "The History of Karate: Okinawan Goju-Ryu".
Miyagi, Chojun. "Historical Outline of Karate-Do, Martial Arts Of Ryukyu". January 28, 1936. Translated by Sanzinsoo. In Japanese: "Ryukyu Kenpo Karatedo Enkaku Gaiyo", essay appeared in "Okinawano Karatedo" by Shoshin Nagamine (1975, Shinjinbutsu Oraisha) and "Okinawaden Gojuryu Karatedo" by Eiichi Miyazato (1979, Jitsugyono Sekaisha).
Miyagi Chojun et al. "The Meeting of Okinawan Karate Masters (archiviato dall'url originale)" Fragment of the 1936 meeting records. Published as an Appendix of "Karatedo Dai Hokan", by Kanken Toyama. Pages 377-392 (Tsuru Shobo, 1960). (translated by Sanzinsoo)
Miyagi Chojun. "Breathing In and Breathing Out in accordance with Go and Ju , a Miscellaneous Essay on Karate (archiviato dall'url originale)". First published in "Bunka Okinawa" Vol.3 No.6, August 15, 1942. Republished in "Chugoku Okinawa Karate Kobudo No Genryu" written by Masahiro Nakamoto, April 1, 1985 by Bunbukan. Translated by Sanzinsoo. 

M° SHIGERU EGAMI



Shigeru Egami nacque nella Prefettura di Fukuoka (isola di Ky?sh?) nel 1912, in una famiglia di commercianti e costruttori edili.
In gioventù praticò J?d? e Kend?. Nel 1924, studente delle scuole secondarie, vide per la prima volta alcune tecniche di Karate. Scrisse a tal proposito: "Gli strani movimenti e le tecniche di un capomastro di lavori edili, originario di Okinawa, mi sembrarono misteriosi e mi incuriosirono, solo in seguito ho capito che egli era solo un principiante...".
Nel 1931 entrò alla facoltà di Commercio dell'Università e per un breve periodo praticò Aikid?. Nello stesso anno incontrò il M° Funakoshi diventandone allievo e aiutandolo a fondare il club locale di Karate all'Università Waseda. Sempre lo stesso anno un suo compagno di Università iniziò la pratica nel medesimo club. Il suo nome era Genshin (Motonobu) Hironishi e la loro amicizia divenne talmente salda da durare tutta la vita. Hironishi scrisse: "Non posso dire esattamente come, ma sin dall'inizio nacque tra noi una comunicazione molto spontanea, un tipo di unione che includeva anche altri aspetti della vita quotidiana."
Nei primi anni trenta venne coinvolto nella divulgazione del Karate-d? in Giappone e partecipò, prima con Takeshi Shimoda poi, dopo la morte di quest'ultimo, con Yoshitaka Funakoshi, a numerose dimostrazioni. Scrisse a tal proposito: "Ricordo i viaggi che noi, allievi del maestro Funakoshi, facemmo nella zona di Osaka e nell'isola di Ky?sh? sotto la guida di Takeshi Shimoda, il nostro istruttore e il migliore tra gli studenti di Funakoshi. Questo accadeva attorno al 1934, circa dodici anni dopo la prima dimostrazione che il maestro fece a T?ky?. Il Karate, in quei giorni, era considerato una mera tecnica di combattimento ma aveva un'aura di segretezza e mistero. Di conseguenza sembra che la curiosità fosse l'unico motore a spingere gruppi di persone ad assistere alle nostre dimostrazioni. Sebbene non conosca bene la carriera di Shimoda, so per certo che fu un esperto della scuola Nen-ry? di Kend? e studiò anche Ninjitsu. Per uno sfortunato volere del fato si ammalò dopo una delle nostre dimostrazioni e morì poco dopo. Shimoda era l'assistente del maestro Funakoshi e si occupava dell'insegnamento quando quest'ultimo era impegnato. Il suo posto venne preso dal terzo figlio del Maestro, Gig? (Yoshitaka), che non era solo un uomo dal carattere eccellente ma anche un grande esperto dell'arte. Sicuramente non c'era persona più qualificata per l'insegnamento ai giovani studenti. Comunque, poiché all'epoca era tecnico radiologo all'Università Imperiale di T?ky? e al Ministero dell'Educazione, si dimostrò piuttosto riluttante ad assumere anche questo incarico. Dopo le numerose pressioni da parte del padre e dei suoi studenti finì comunque per accettare e, di lì a poco, attirò la nostra ammirazione ed il nostro rispetto".
A dispetto di un'apparente eccellente forma fisica, Egami, come anche Yoshitaka Funakoshi, soffriva già di seri problemi di salute. Fu scartato alla visita di incorporazione per il servizio militare in quanto aveva seri problemi polmonari e più tardi, all'età di 24 anni, contrasse la . A seguito della morte del fratello maggiore, Egami si sentì in dovere di tornare nell'isola di per seguire l'azienda familiare.
Presto però lasciò questa occupazione in quanto non si sentiva adatto alla vita del commerciante e fece ritorno a T?ky? impegnandosi, con Yoshitaka Funakoshi e Genshin Hironishi, allo sviluppo del Karate-d?. Erano state create nuove posizioni, come il fudo dachi, e nuove tecniche di calcio quali yoko geri (kekomi e keage), alcune forme di mawashi geri, fumikomi e ushiro geri. Le posizioni, in generale, erano divenute più basse e più ampie.
Nel 1935, Egami, aderì al comitato creato da Kichinosuke Saigo per la raccolta dei fondi per la costruzione di un d?j? dedicato esclusivamente alla pratica del Karate. Come già ricordato questo comitato costituì l'embrione del gruppo Sh?t?kai. Riguardo alla costruzione del d?j? scrisse: "Verso il 1936 i giovani allievi si sono riuniti attorno al M° Yoshitaka Funakoshi per costruire il d?j? centrale, che fu chiamato partendo dallo pseudonimo in calligrafia del Maestro Funakoshi. Tuttavia, all'epoca non si ricorreva a tale appellativo, noi tutti chiamavamo questo d?j? semplicemente "Honbu d?j?" (d?j? centrale). Che gioia allenarsi in un così bello e per di più costruito con i nostri sforzi! La sensazione era quella di essere consanguinei e lo spirito con il quale ci esercitavamo risultò ancora più vigoroso. Naturalmente anche la felicità del vecchio maestro Funakoshi (Gichin) e del giovane (Yoshitaka) era grande; ogni volta che comparivano nel d?j? ci offrivano la loro guida con un sorriso in più". Sempre considerato uno degli allievi più attivi del M° Funakoshi, Egami iniziò ad insegnare alle Università di Gakushuin, e Chuo e fu l'istruttore più giovane ad essere eletto Membro del Comitato di Valutazione da Gichin Funakoshi. Nel corso della seconda guerra mondiale insegnò inoltre alla Nakano School che era un centro di addestramento per spie e commandos giapponesi che il Maestro Mitsusuke Harada definisce una via di mezzo tra il MI5/MI6 (servizi segreti) e le SAS (Special Air Service) britannici.
Nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, Egami assistette in meno di un anno alla distruzione della casa e del d?j? del M° Funakoshi e alla morte del maestro e grande amico Yoshitaka Funakoshi. Dopo la morte di , Egami iniziò a sentirsi assillato dalla necessità di perseguire la Via da sempre indicata dal suo Maestro e individuata nel lavoro che aveva iniziato con Yoshitaka Funakoshi e Genshin Hironishi: la trasformazione dell'arte di Okinawa in un'arte delo giapponese, partendo dal Karate per giungere al . Fu proprio nell'ambito di questa sua ricerca che, per sciogliere il dubbio sull'efficacia dello , si fece ripetutamente colpire l'addome (con questo probabilmente aggravando il suo già compromesso stato di salute) dai colpi di pugno di diverse persone e concludendo che il tipo di attacco dei Karateka appariva essere quello meno efficace. Scrisse in proposito: "Mi sono chiesto per molto tempo se i colpi frontali del Karate fossero veramente efficaci. Ho fatto di tutto, dallo spezzare tavole e tegole al rompere mattoni, ma nonostante queste operazioni fossero andate a buon fine, rimaneva il dubbio circa l'effetto prodotto dagli stessi colpi su un corpo umano. L'esperienza personale mi ha insegnato che quest'ultimo è più resistente di quanto si possa pensare; le sue caratteristiche sono totalmente differenti da quelle di tavole e tegole, in più possiede uno "spirito" sottilmente inspiegabile. Quando non siamo certi della reale efficacia dei nostri colpi allora ci assale uno stato d'ansia non indifferente. Ho provato a porre il quesito che mi assillava a parecchie persone e le risposte sono state varie ma nessuno ha dichiarato d'esser certo del potere delle proprie azioni nonostante sembra che molti posseggano la forza sufficiente per infliggere un "colpo mortale". Un'antica tradizione giapponese, presa alla lettera, dice che o si crede ciecamente, oppure si mette da parte l'inquietudine interiore e ci si sforza di credere; io decisi di seguire il consiglio. In pratica non è così semplice pensare di trovare cavie disponibili né tantomeno persone pronte a infierire su di noi nonostante il palese consenso; qualcuno ci ha provato senza ottenere un gran risultato, e poi bisogna tenere conto del fatto che pochi sarebbero quelli inclini a rendere pubblico un esito di cui si vergognano. Affinché il colpo andasse a segno era indispensabile che il tempismo fosse perfetto, non approssimativo. Quando il rischio era la vita, peraltro quasi mai, mi è capitato di far mostra di colpi efficaci eppure ben lontani dall'essere letali; tuttavia, nei e nelle tecniche messe in pratica in quelle occasioni c'era qualcosa di diverso dai Kata e dalle tecniche dell'allenamento abituale. Non c'è dubbio che i colpi andati a segno furono tali per puro caso, e questa non è solo la mia opinione, è il parere di persone che, come me, decine di migliaia di volte hanno percosso e si sono fatte picchiare l'addome e l'epigastrio: è la voce dell'esperienza che parla. Per rimuovere l'insicurezza ci si sforzò, si cercò di approfondire, migliorare, e ne emerse che "il Karate è la tecnica della concentrazione". Prima di tutto, fisicamente è nato dalla concentrazione della forza su un punto ben preciso; ciò significa che, in termini pratici, sia in caso di attacco che di difesa bisogna riunire tutta la potenza laddove intendiamo colpire l'avversario. Da qui ebbero inizio ulteriori ricerche che, condotte contemporaneamente alla disciplina di sempre, mi consentirono di capire che la "concentrazione" non è un fenomeno esclusivamente fisico bensì necessariamente e inevitabilmente "mentale". Come fare per rendere le proprie tecniche efficaci? Quali sono i colpi che funzionano davvero? Vorremmo proprio saperlo, e vorremmo anche conoscere il potere delle nostre azioni, peccato che nessuno ce ne offra l'occasione. Al sottoscritto non rimase che mettere a disposizione il proprio addome affinché più persone lo colpissero; sulla base degli effetti prodotti potei chiarire i miei dubbi. Il mio stomaco venne picchiato a volontà da svariati karateka, , kendoka e e la cosa più deplorevole fu il risultato: i meno efficaci furono i primi della lista, nonostante si trattasse di veterani del Karate, mentre i pugni maggiormente andati a segno furono quelli dei praticanti la boxe. Ciò che mi sconvolse alquanto, però, fu l'esito sorprendente di perfetti incompetenti, persone che non avevano mai affrontato un allenamento. Rimasi sbalordito chiedendomi il perché, cercando le ragioni di una cosa simile, facendo confronti e tentando di scovare le differenze. Nel corso delle mie ricerche mi resi improvvisamente conto che l'allenamento portato avanti fino a quel momento in realtà irrigidiva, bloccando i movimenti, con l'illusione che producesse forza. Una volta scoperto il difetto si trattava di sciogliere le parti indurite rendendole elastiche, ragion per cui decisi di rimettere tutto allo studio."
Intanto, il primo maggio 1949, veniva fondata la già citata Nihon Karate-d? Ky?kai (Japan Karate Association). Nonostante la fondazione e la supervisione da parte di uomini della corrente più tradizionale, Obata, Saigo, Hironishi, la JKA iniziò a poco a poco ad essere guidata da princìpi commerciali e da metodi e pratiche simili a quelli degli sport occidentali che culminò con l'emanazione del regolamento per le competizioni agonistiche (1955). Per questo motivo i tradizionalisti, tra cui i tre maestri sopracitati, lasciarono l'organizzazione. Il Maestro Funakoshi che inizialmente aveva gradito la popolarità che questo nuovo organismo stava riscuotendo, iniziò ad esserne preoccupato in quanto vedeva i valori essenziali del in forte rischio. Il 13 ottobre 1956, nella prefazione alla seconda edizione del libro "" scrive: "...Non posso negare che vi siano momenti in cui diventò dolorosamente consapevole del pressoché irriconoscibile stato spirituale al quale il mondo del Karate è giunto rispetto a quello che prevaleva all'epoca in cui, per la prima volta, ho introdotto ed iniziato l'insegnamento del Karate..." . Egami avverte questa preoccupazione e decide di seguire gli incoraggiamenti del proprio maestro e degli allievi più anziani a continuare nella Via del Bud?. Già nel 1953 la ricerca di Egami aveva avuto una svolta positiva. Nel ricevere uno tsuki dal giovane Tadao Okuyama notò che quell'attacco era straordinariamente più efficace di tutti quelli che aveva ricevuto fino ad allora. Allora, a poco più di quarant'anni di età, Egami prese la decisione di cambiare radicalmente i concetti e le forme convenzionali di esecuzione. Iniziò ad adottare tecniche eseguite in decontrazione, evitando l'uso di forza non necessaria. Ricominciò così a pensare al modo di colpire apparentemente leggero e rilassato ma estremamente efficace che distingueva le tecniche di Takeshi Shimoda, Yoshitaka Funakoshi e dello stesso Maestro .
Allo stesso tempo venne in contatto con Hoken (o Sh?y? o Noriaki) Inoue, fondatore dello Shinwa Taid? (poi Shinei Taid?) e nipote del fondatore dell'Aikid?, Morihei Ueshiba. Dai contatti con Inoue iniziò ad interessarsi all'energia vitale e alla sua circolazione nel corpo umano. Nel 1955, in piena fase di ricerca, dovette essere sottoposto a due operazioni allo stomaco. Tali operazioni, a distanza ravvicinata, lo portarono all'impossibilità di nutrirsi normalmente tanto che giunse a pesare solo 37 chili.
L'indebolimento era tale da non rendergli possibile alcun tipo di allenamento fisico. Il ricovero e lo stato di precarietà finanziaria legate all'impossibilità di svolgere una qualsiasi attività furono sorpassate con grande difficoltà e solo grazie all'aiuto di amici come Hironishi, Okuyama e Yanagizawa. Scrisse di quel periodo: "...fui sottoposto ad un intervento per la rimozione di parte del mio stomaco e, dopo meno di un anno, ad un'altra simile operazione. Poiché persi la forza di cui andavo così fiero, non potei più praticare Karate. Ancora più serie erano le difficoltà a condurre una vita normale. Ripenso a quel periodo, durante il quale ero caduto in una forte disperazione, come al peggior periodo della mia vita. Ma allora ricordai le altre parole del Maestro Funakoshi: "l'allenamento nel Karate deve essere quello praticabile da tutti, dai vecchi come dai giovani, dalle donne, dai bambini e dagli uomini." Con queste parole in mente presi la decisione di vedere se mi fosse possibile praticare anche se mi trovavo in pessime condizioni fisiche. I risultati furono rassicuranti e trovai che mi era possibile praticare grazie all'oculata scelta di certi metodi. Avendo successo decisi di votare il resto della mia vita alla pratica del Karate".
Nel 1956 fu tra i fondatori della insieme al proprio maestro, a Hironishi, Obata e Noguchi. La morte di Gichin Funakoshi colpì profondamente Egami che era presente, con i familiari del proprio maestro, al capezzale di quest'ultimo quando questi esalò l'ultimo respiro. Questo triste evento e gli accadimenti che caratterizzarono i giorni immediatamente seguenti furono la scintilla che spinse Egami a proseguire con ancor maggiore determinazione nella propria ricerca. Dopo la morte del M° Funakoshi, Shigeru Egami divenne istruttore capo dello , il d?j? del M° Funakoshi, nel frattempo ricostruito. Nel 1963, probabilmente stimolato dagli effetti del suo debole stato di salute, Egami scoprì tecniche che andavano oltre la mera esecuzione fisica, in particolare il t?ate o colpo a distanza senza contatto fisico.
Nel 1967, mentre conduceva una sessione di allenamento estivo all'Università di Chuo, fu colpito da attacco cardiaco e salvato in extremis grazie ad una tecnica di rianimazione applicatagli dal suo allievo Hiroyuki Aoki (futuro fondatore dello Shintaid?). Fu così che si trovò nuovamente per un lungo periodo confinato in un letto di ospedale. Questa esperienza però gli offrì una nuova visione delle cose. L'agonia della morte fisica provata per qualche minuto lo risvegliò ad un nuovo significato per la propria vita e per la pratica del Karate-d?. Egli, a tal proposito scrisse: "Una volta sono morto. Sono già trascorsi più di tre anni da allora. Si è trattato di un attimo, forse di una decina di secondi. Ciò che ho capito in seguito è che si è trattato di una specie di attacco cardiaco. In quel fuggevole istante ho fatto un'esperienza straordinaria e preziosa. Le condizioni erano quelle di un uomo di fronte alla morte. Indicibile dolore, sofferenza, malinconia - non fu cosa facile né tantomeno paragonabile all'amore per l'isolamento - e poi afflizione, paura e angoscia messe insieme sì da diventare una cosa acuta, penetrante. La partecipazione emotiva fu pressoché assoluta, io che avevo sempre ostentato un abituale stato di calma. Anche la gioia di quando ritornai alla vita fu straordinaria: vedevo tutto splendere, fu un'impressione reale, fu la felicità di sentire la vita. Fu l'acme del piacere, tanto che era come se avessi dovuto parlarne con tutti. È probabile che estasi sia il termine più adeguato per questa esperienza che mi fu dato di fare nell'arco di dieci o venti minuti, poiché ho provato di persona la dignità nonché la gioia di vivere. Torniamo a quella decina di minuti. L'amicizia delle persone intorno, i mutamenti dello spirito e poi il prodigio dello scambio tra gli esseri, tra gli animi, tra i corpi: non sono sicuro di essere in grado di raccontare quel che mi fu concesso di apprendere. L'uomo non è fatto per vivere da solo; sostenuto da molti, similmente alla maglia di una fitta rete vive in relazione agli altri, attraverso lo scambio con gli altri. Ecco ciò che compresi."
Il destino gli concesse altri quindici anni di vita che egli dedicò integralmente alla trasmissione della Via tracciata dal suo maestro e da lui seguita e sviluppata. Inizialmente con gli scritti, poi con la sua presenza e la sua supervisione ai corsi, anni dopo attraverso la pratica adattata alla sua condizione fisica e all'età egli riuscì a trasmettere il suo metodo. Il 10 ottobre del 1980, durante una sessione d'allenamento per istruttori, le condizioni di salute del M° Egami si aggravarono e venne ricoverato in ospedale. Due giorni dopo fu colpito da emorragia cerebrale e da allora non riprese più conoscenza. Morì l'8 gennaio del 1981 in seguito a complicanze causate da una polmonite.


M° HIROSHI SHIRAI

Hiroshi Shirai è, molto probabilmente, il Maestro giapponese che maggiormente ha contribuito a sviluppare il karate nel nostro paese.
Nasce il 31 luglio 1937 a Nagasaki (Giappone).
Durante la permanenza all'università Komazawa di Tokyo (dove si laurea in geologia) si allena nel karate e consegue il titolo di istruttore della Japan Karate Association.
Poco dopo frequenta il corso di Maestro di Karate (Shihan) e ne esce abilitato come C.N. 5° dan, per le funzioni di arbitro, esaminatore e istruttore.
Nel 1962 conquista a Tokyo il titolo di campione del Giappone, confermato nel 1963 a Kyushu.
Nel 1965, dopo aver viaggiato in Africa e in America, decide di vivere ed insegnare il Karate, secondo lo stile Shotokan, in Italia.
Le dimostrazioni di questo Maestro sono "spettacoli" e gli spettatori rimangono incantati dalla forza che è sprigionata nei suoi Kata e la determinazione che traspare dai suoi occhi è stata spesso definita eccezionale. Per il suo particolare modo di muoversi è soprannominato "La Tigre". Attualmente è 9° Dan.



M° TAIJI KASE



Nasce il 9 febbraio 1929 a , in Giappone, e inizia la pratica delle a soli sei anni. Kase tuttavia, non inizia con la pratica del Karate, ma con lo J?d?. È conosciuto come uno dei migliori combattenti per la sua abilità tecnica, la sua enorme velocità e la sua forza.
È all'età di quindici anni che inizia a praticare il Karate alla scuola Shotokan di Tokyo. È stato allievo diretto dei maestri Gichin e Yoshitaka Funakoshi.
Il maestro Kase fa la sua comparsa sulla scena europea nel 1965 e da quel momento, se si escludono i brevi periodi del soggiorno belga, è sempre vissuto a Parigi. In Europa viene subito apprezzato per le qualità sia umane che prettamente tecniche. La caratteristica principale del suo insegnamento è quella di distaccare completamente la pratica sportiva dal Karate-d?. Il karate è una via, un percorso di formazione e crescita che Kase intendeva insegnare secondo i precetti del suo maestro e fondatore del Karate. Era l'incarnazione dello spirito del Karate al quale ha dedicato tutta la sua vita e tutto sé stesso. Per i suoi atleti è l'espressione più alta del Karate Tradizionale: sono la rettitudine del suo comportamento, la sua lealtà e la profonda umanità che erano proprie di questo grande Sensei che lo fanno apprezzare da tutti i praticanti di Karate, e non solo, al di là delle singole federazioni.

M° HIDETAKA NISHIYAMA

Hidetaka Nishiyama nasce a Tokio nel 1928.

Maestro di Karate Tradizionale, istruttore internazionale, pioniere nella promozione e diffusione del Karate Tradizionale e presidente dell'organizzazione della Federazione Internazionale Karate Tradizionale (ITKF).

Il Maestro iniziò gli allenamenti di karate nel 1944 sotto la guida del M° Gichin Funakoshi. Un anno dopo mentre cominciava L'università di Takushoku, diventava un membro della squadra universitaria di karate, per la quale nel 1949 fu nominato capitano. Egli è stato un co-fondatore della federazione collegiale di karate del Giappone e fu eletto come primo presidente.

Egli ricevette la laurea in economia all'università di Takushoku nel 1951. Quello stesso anno fondò, assieme ad altri maestri, l'Associazione Giapponese di Karate (JKA) e fu eletto nel direttivo. Nel 1952 fu selezionato come membro nello staff di istruttori delle arti marziali di combattimento per il programma di allenamento del comando aereo strategico (SAC). Il personale del SAC praticò allenamenti di Judo, Aikido e Karate al Kodokan. Gli altri istruttori di karate inclusi in questo programma, sotto la direzione del M° Gichin Funakoshi, erano i maestri Masatoshi Nakayama e Isao Obata. Nel 1953 il SAC invitò il M° Nishiyama in una missione di Budo composta da dieci membri. La squadra visitò le basi SAC negli Stati Uniti per tre mesi, dando insegnamenti di Karate, Judo e Aikido. KARATE: L'ARTE DI COMBATTIMENTO A MANO VUOTA, di cui è coautore il M° Nishiyama, fu pubblicato nel 1960. E' ancora oggi considerato il testo definitivo sull'argomento. Nella sua settantesima ristampa (2000 copie per ristampa), può essere considerato il più venduto libro di karate nella storia.

Nel luglio 1961, gli studenti di karate del SAC e di membri della JKA residenti negli Stati Uniti invitarono il M° Nishiyama a visitare L'America. In quell'anno egli organizzò la Federazione Americana di Karate (AAKF), un'organizzazione nazionale di amatori. Nel novembre dello stesso anno, il Maestro organizzò, sotto il controllo dell'AAKF i primi campionati nazionali di karate a Los Angeles, in California, dove stabilì anche il suo dojo. Da quel momento il M° Nishiyama è stato la più grande forza di propagazione dello stile Shotokan nel karate sia negli Stati Uniti sia all'estero. Nel 1965, Il M° Nishiyama organizzò un comitato con la collaborazione dei maggiori stili di karate giapponesi, che portò al primo torneo di karate "Goodwill" tra Stati Uniti e Giappone. A causa della partecipazione della squadra collegiale di karate giapponese, questo evento diventò la prima vera gara internazionale di karate. Nel 1968 organizzò il primo torneo mondiale di karate ad invito, tenutosi allo "Sports Arena" di Los Angeles in contemporanea col torneo olimpico commemorativo ospitato dalla Federazione Messicana di Karate a Città del Messico. Durante il torneo si tenne una conferenza che culminò con l'accordo di costituire un'organizzazione internazionale di karate e di tenere il primo campionato mondiale a Tokio.
Nel 1970, durante la riorganizzazione dall'AAKF come corpo governativo del Karate Tradizionale, il gruppo della JKA si separò e diede vita alla JKA-US, una parte dell' AAKF. Il M° Nishiyama continuò ad essere il presidente del JKA-US e anche dell' AAKF. Nell'aprile dello stesso anno, la AAKF divenne membro del comitato olimpico degli Stati Uniti. Nel 1973 il Maestro co-fondò l'Unione di Karate Panamericana (PAKU) e fu eletto come primo direttore esecutivo. Il primo campionato PAKU si tenne a Rio de Janeiro, in Brasile. Basandosi sull'accordo del 1968 di Città del Messico, i tornei si tennero a Tokio (1970) e a Parigi (1973). Questi campionati mondiali furono causa di disaccordo per l'insufficiente organizzazione interna. Un incontro internazionale tenutosi in seguito a New York, porto alla formazione della Federazione Internazionale Amatori di Karate (IAKF), con il M° Nishiyama come direttore esecutivo. I primi campionati mondiali IAKF si tennero a Los Angeles nel1975. Il M° Nishiyama supervisionò la formazione del comitato dei campionati di karate del Mediterraneo e della federazione boliviana nel 1976. Inoltre in quell'anno, agendo nell'interesse della IAKF, cercò il riconoscimento da parte del comitato olimpico. Nel 1977 contribuì alla formazione della Confederazione di Karate Americano/Caraibica e della Federazione Amatori dell'Asia e dell'Oceania. Nel 1979, in accordo con la legge degli Stati Uniti che regola gli organismi sportivi, la Federazione Americana di Karate diventò la Federazione Americana Amatori di Karate, una corporazione senza fini di lucro. Il M° Nishiyama fu eletto come presidente. Nel 1981 supportò anche la formazione della Confederazione Sudamericana di Karate e della Confederazione Nordamericana di Karate. Nel 1985 la IAKF cambiò il proprio nome in Federazione Internazionale di Karate Tradizionale (ITKF), poiché la parola "Karate" era diventata un termine generico applicato ad una varietà di sport da combattimento fondamentalmente differenti dal karate originale come arte marziale. L' ITKF, sotto la direzione del M° Nishiyama, voleva mettere in chiaro che era il corpo governativo del Karate Tradizionale. Nel 1987, l' IOC confermò ufficialmente che l' ITKF era il corpo governativo del Karate Tradizionale, che oggi conta settantadue nazioni associate. Ogni due anni, sotto la direzione del M° Nishiyama, vengono organizzati sia un campionato mondiale di Karate Tradizionale, sia un campionato continentale di Karate Tradizionale. L'obiettivo principale del M° Nishiyama è quello di creare un forte gruppo di istruttori in modo da trasmettere il karate di alto livello alle generazioni future. Con questo intento ha costituito l'annuale campo estivo internazionale di San Diego, in California, dove gli allievi, gli istruttori e gli arbitri arrivano da tutto il mondo per migliorare il loro karate sotto la guida di maestri di livello mondiale. Oltre a tutto ciò, per tre mesi l'anno, il M° Nishiyama tiene seminari intorno al mondo includendo il sud America, l'Europa e molte nazioni nell'est Europa, con crescenti programmi di karate. La reputazione del M° Nishiyama si è espansa non solo per la sua esperienza, superiorità tecnica e per il suo insegnamento, ma anche per la continua ricerca di nuovi metodi di insegnamento Il M° Nishiyama continua ad insegnare ogni giorno al "Central Dojo" a Los Angeles ed ha un fitto calendario di appuntamenti per seminari e corsi negli Stati Uniti e all'estero. Sta anche producendo nuovi testi e manuali, insieme a videocassette per l'apprendimento del Karate Tradizionale. Recentemente, per onorare il suo contributo, il senato degli Stati Uniti ha issato la bandiera a suo nome nella capitale, Washington D.C., in occasione del suo compleanno. Non solo il governo degli Stati Uniti ha evidenziato i benefici del karate, ma, come risultato del lavoro del M° Nishiyama, anche in altre nazioni, ora vedono il Karate Tradizionale con molto rispetto e cercano di incoraggiare la sua diffusione nei rispettivi paesi.



Il Maestro è deceduto nella notte dell'8 Novembre 2008.


M° MASATOSHI NAKAYAMA

Masatoshi Nakayama (Masatoshi Nakayama; Prefettura di Yamaguchi, 1913 - 15 aprile 1987) è stato un karateka giapponese. Gran Maestro di karate Shotokan, allievo di Gichin Funakoshi e di suo figlio Gigo Funakoshi, è stato il fondatore della JKA) Japan Karate Association.

Vita
Nato nell'aprile del 1913 nella Prefettura di Yamaguchi, era discendente del clan Sanada, della regione di Nagano. I suoi antenati erano istruttori estremamente specializzati di kenjutsu (l'arte della spada giapponese). Entrò all'Università di Takushoku nel 1932, completando gli studi mentre nel frattempo si allebnava sotto il Maestro Gichin Funakoshi e con uno dei suoi figli, Yoshitaka. Decidendo di dedicare la sua vita al karate, dopo l'università partì per la Cina al fine di migliorare i suoi studi ed il suo addestramento. Rientrò in Giappone nel 1946. Nel 1949 fondò insieme a Funakoshi la Japan Karate Association.

JKA
Gli sforzi compiuti dalla Associazione Giapponese di Karate di incarnare e promuovere lo spirito del karate furono appoggiati dal Ministero dell'Istruzione Giapponese, (ora Ministero di Istruzione, Scienza, Sport, e Cultura). Il Ministero accordò alla JKA il riconoscimento legale ed esclusivo in Giappone come un'associazione ufficiale nel 1957, per la formazione di membri per la promozione della "via del karate". Durante quel periodo e nel corso di molti anni, il M°Nakayama fece contributi notevoli all'arte. Lui sviluppò, insieme agli istruttori di JKA, un metodo nuovo, razionale di insegnare. Suoi principali allievi furono Hiroshi Shirai, che andò a diffondere il Karate Shotokan in Italia, Keinosuke Enoeda, che andò in Inghilterra. MentreTaiji Kase, che andò in Francia, fu un compagno di Nakayama della prima ora, entrambi allievi di Yoshitaka Funakoshi.

M° ANKO ITOSU


1) Il Karate non deve essere praticato per interesse personale, ma per proteggere i propri familiari e non deve essere usato a danno di nessuno;

2) Il Karate è praticato per rendere muscoli e ossa forti come rocce e fare braccia e gambe come spade per servire ed aiutare la società in caso di difesa;

3) Il Karate non si può imparare in un breve periodo. Una o due ore di serio e duro allenamento al giorno per un periodo di tre quattro anni sono necessari;

4) Il Karate richiede mani e piedi così forti che è necessario praticare 100-200 volte al giorno il makiwara e il sacco;

5) Il Karate deve essere praticato con il busto diritto (zona lombare), i polmoni (torace) bene aperti, le spalle rilassate (basse) ed i piedi saldamente piantati al suolo;

6) Il Kata di Karate deve essere praticato avendo chiara nella mente la sua applicazione pratica;

7) Il Kata di Karate deve essere praticato sia come allenamento fisico sia con l'idea della sua applicazione reale;

8) Il Karate deve essere praticato con la stessa intensità che se voi foste sul campo di battaglia;

9) Il Karate deve essere praticato nella maniera corretta per  incrementare la propria forza fisica;

10) I Maestri di Karate hanno vissuto a lungo perché sono stati capaci di sviluppare ossa e muscoli, aiutare con l'allenamento gli organi interni e migliorare la circolazione del sangue.

Per queste ragioni il Karate deve essere praticato e insegnato a partire dalle scuole elementari